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Come un battito del cuore, qui raccogliamo i flussi che vengono dalla rete per raccontare dnsee e la sua idea di Web.

12.11.2011 By davidino

EuHackaton 2011

eu hackaton

Sono le 6 di mattina, già 12h di fila che stai davanti a quello schermo. La stanchezza si fa sentire … e ormai già da più di qualche ora. I caffè non fanno praticamente più effetto e quando sei li li per chiederti chi te l’ha fatto fare, le carte in tavola cambiano: I componenti che i vari reparti del team stanno progettando cominciano a dialogare tra di loro. Ci siamo, “funziona”, beh ci vuole ancora qualche ritocco ma “funziona”.

Ecco, quello è stato il momento in cui le cose sono cambiate: la stanchezza è passata, l’adrenalina è entrata in circolo e tutto quello che prima sembrava opaco adesso non lo è più. Anzi è tutto molto chiaro come se aveste aggiustato la messa a fuoco del vostro obiettivo.

L’Euhackaton non comincia di certo in questo modo, anzi. A dire il vero comincia con una stretta di mano. La presentazione con il team. Non ci conosciamo, qualcuno a parte, siamo tutti nuovi l’un l’altro. Ci siamo sentiti molto spesso durante le ultime settimane per discutere del da farsi, ma parlare tramite skype e postarsi messaggi per mail non è proprio come lavorare insieme per 24h di fila.

Una cosa è certa: nessuno di noi si è messo in viaggio per vincere il premio. Abbiamo tutti partecipato solo ed esclusivamente per sfamare la nostra voglia di tecnologia e dare sfogo alla nostra passione, alla nostra necessità di metterci continuamente in gioco. Perché siamo tutti alla continua ricerca di quella sensazione che ti sà appagare più di qualsiasi altra cosa: il momento in cui quel qualcosa che tanto ti ha fatto penare per essere messo in piedi comincia a prendere forma e quindi a funzionare!

In quel momento ti senti appagato, soddisfatto, hai quel qualcosa in più che ti permette di andare avanti in quello che stai facendo e soprattutto, ti ricordi della prima volta che hai provato quella sensazione, quando hai capito che sarebbe stata la tua droga.

E man mano che vai avanti scopri i tuoi colleghi che prima erano solo dei nomi, poi dei volti, subito dopo diventare qualcuno di cui ti fidi e che stimi. Perché sono lì, lavorano (nonostante il sonno) e ci mettono la stessa passione che ci metti tu. E la conferma ce l’hai quando alla premiazione tutti insieme scopriamo che in realtà il premio era in denaro ed era anche una somma considerevole… Ma noi di certo non eravamo li per quello.

Ci siamo classificati terzi … ed io in realtà non dovevo neanche partecipare, ma questa è un’altra storia.


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18.05.2011 By davidino

phpDay 2011: non solo un visitatore

phpday

E da pochi giorni finito il phpDay, evento italiano sul php che si è tenuto a Verona. Ovviamente non potevo mancare, uno perchè è un’evento al quale tengo molto ( …e poi vedremo perchè), due, perche ho tenuto il mio primo talk insieme al sempre presente Alessandro.

Quest’anno, al centro dell’attenzione, c’e stato sicuramente l’argomento “caching”, con l’introduzione di una nuova visone della cache, seguita anche da Fabien in Symfony2. Piu che di “novità” introdotte si dovrebbe parlare di una rivisitazione degli strumenti esistenti per cachare i contenuti. In realtà ci si è resi conto che le specifiche fornite dall’HTTP hanno già tutti gli strumenti adeguati per una gestione ottimale della cache. L’obiettivo consiste nell’abbandonare la cache logica che siamo abiutuati a vedere lato applicativo, per farsi guidare all’utilizzo di header http, principalmente, seguito da strumenti di proxy e reverse-proxy caching.
Proxy-cache come per esempio il vecchio Squid, oppure strumenti di reverse-proxy come Varnish, ultima infatuazione del mondo php, che è stato presentato durante questo phpDay. A farla da padrone è stato Fabien che durante la giornata di apertura ha avuto la possibilià di tenere un workshop di 4 ore su questo argomento. La possibilita di fare codice live insieme al relatore, grazie ad un postazione spaziosa e la disponibilità di un cavo ethernet si sono rivelati una scelta vincente.

Immancabili, come al solito, i test ed in particolare quelli unitari. Alla loro guida Sebastian Bergman, il papà di phpUnit, che durante la prima giornata della conferenza ha diretto un workshop sull’utilizzo di questo strumento. Non sono mancati poi altri inteventi che hanno mostrato i loro casi di successo nell’utilizzo di questa metodologia. A tal riguardo molto interessante è stato il talk “Expanding PHP unit testing into the cloud” durante il quale è stato presentato un modo per portare in cloud test che altrimenti avrebbero impiegato tempi imbarazzanti per la build (3 giorni).

Altra tematica: gestione dei contenuti. Si è parlato di CMF, praticamente nella giornata di sabato è stato il tema fondamenteale. Ideato ha presentato il suo “big talk” sul Syfmony2 CMF ed anche per me, attraverso la Dnsee,  c’e stata l’occasione di intervenire su questo argomento.

Già, per la prima volta ho partecipato ad una conferenza in veste di Relatore. L’argomento scelto (“CMF: a pain in the F“) deriva dal progetto portato avanti negli ultimi 6 mesi in Dnsee. Abbiamo esposto le problematiche incontrate nel design di una piattaforma di questo tipo, soprattutto dal punto vista della persistenza dei dati sul database. Ma di questo argomento nè parlerò in un altro post.

Il phpDay si è confermato un ottimo evento, l’anno scorso ha cambiato il mio modo di lavorare, mi ha dato la possibilità di conoscere molte persone che sto vedendo ancora ad un anno di distanza. Persone con le quali abbiamo fondato il pug-roma e avviato progetti di lavoro e non. Insomma una conferenza alla quale non mancare.

Per quanto qualcuno possa essere stato distratto e magari non aver appreso quanto piu volte indicato dai diversi relatori, in questo phpDay una certezza c’e stata: “Aperol-Spritz” (piu di 700)


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