Il titolo non è un granché, ma chiacchierando durante la pausa-cena di lavoro con una certa persona ho ampliato le riflessioni fatte nell’ultimo articolo tra system integrator e web agency.
Si parlava della differenziazione dei servizi: come dicevo le due realtà si collocano ortogonalmente l’una nel dominio dei servizi di consulenza sulla comunicazione, l’altra sul dominio dei servizi di consulenza sui processi aziendali.
E solitamente non è realistico offrirsi come consulenti con le spalle larghe su entrambi i fronti, considerato anche che si parla con interlocutori che hanno tempi ed esigenze diverse, per quanto collegate.
In entrambi i casi, l’offerta di un’azienda di servizi è suddivisa per verticalizzazioni.
Nel mondo dei servizi IT puri, i servizi on the cloud sono una realtà relativamente recente (sebbene ancora poco utilizzata in Italia): basti pensare a esempi come Microsoft Azure, o salesforce.com e al suo database.com. Per non parlare di Google, naturalmente.
Le soluzioni di collaboration, poi, abbondano.
Le virtualizzazioni stanno diventando sempre più verticali, e c’è già chi sta cominciando a fornire CMS on the cloud (potevo pensarci qualche mese prima a cercare “CMS on the cloud” su Google, però!)
Nel mondo della comunicazione pura, all’altro estremo, i servizi offerti sono in fondo legati all’immagine corporate, ai siti di prodotto, e a tutte le attività “social” a contorno. Anche in questo caso, però, tutto ciò che è “social” è sempre più legato a realtà “esterne” al perimetro del sito web che viene venduto come soluzione di comunicazione digitale.
Ma in fondo Facebook e simili non offrono anche servizi on the cloud? Facebook ha delocalizzato i servizi di promozione della persona, del prodotto, offre una vetrina per tutte le identità sul web più piccole e frammentate.
In conclusione, quindi, quello che mi aspetto dalle evoluzioni tecnologiche dei prossimi anni è qualcosa di simile in entrambi i due mondi: soluzioni per i processi di business e soluzioni per la comunicazione e il marketing, in entrambi i casi fortemente integrate con soluzioni on the cloud eclettiche e variegate, che scaleranno e abbasseranno i costi di esercizio (proibitivi per realtà non sufficientemente grandi).
A pensarci bene, mi viene in mente proprio ora che chiudo questo post: non è forse Google il primo esempio di soluzioni on the cloud per l’azienda (Google Apps) e soluzioni cloud per la comunicazione (come Wave e Buzz)?
La distinzione fra i due mondi è sempre più sfumata, da un punto di vista di tecnologie abilitanti: in entrambi i casi, stiamo diventando sempre più services integrator, quello che cambia è l’enfasi sul tipo di consulenza.
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