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		<title>Fuori dal coro n° 4 &#8211; Il nuovo Google G+ è bellissimo! Bellissimo, ma a cosa serve?</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Apr 2012 08:09:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Denaro</dc:creator>
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        <p>
	Non ho dei dati empirici per dimostrare quanto sto per affermare, nel senso che si può avere idea degli iscritti a&nbsp;<a href="http://plus.google.com">G+</a>&nbsp;(c&#8217;è chi&nbsp;<a href="https://plus.google.com/112352920206354603958/posts/MdKHYcTFe1E">afferma che il numero degli iscritti sia ∼ 150 milioni</a>) ma non di quanti realmente lo usano.<p /><div>Facebook ne dichiara 850 e diffonde statistiche d&#8217;uso molto chiare;&nbsp;<a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Twitter">Wikipedia riporta</a>&nbsp;che Twitter &nbsp;ha raggiunto 140, con 340 milioni di messaggi al giorno.</div><p /><div>Tuttavia il mio ragionamento è questo: tra Twitter e Facebook c&#8217;è una reale differenza di posizionamento, almeno io uso Twitter per una cosa e Facebook per un&#8217;altra:</div><p /><div>a. Twitter per me è real time puro; Facebook invece è interessante anche nei contenuti non più freschi</div><div>b. Su Twitter sono &#8220;always on&#8221;, mentre su Facebook sono connesso sono in alcuni momenti della giornata</div><div>c. Twitter lo uso per lavoro, Facebook per <i>cazzeggio</i></div><p /><div>Cosa centra G+ in tutto questo? Ecco, appunto, cosa centra? Semplicemente potrei sostituire la parola Facebook con G+ e non cambierebbe nulla. In altri termini la mia convinzione è che, sui grandi numeri, l&#8217;esperienza d&#8217;uso di un prodotto talmente maturo come Facebook, contro un altro molto ben fatto (entriamo in ambiti di valutazione sogettiva, ma comunque direi che ottimo), non è così diversa. Ci può essere il fan di uno o dell&#8217;altro, ma la massa secondo me non vede alcuna differenza.</div><p /><div>In uno ho più facilità a fare una cosa, in un altro a farne un&#8217;altra. E&#8217; un po come la guerra tra i browser dell&#8217;ultimo periodo: Chrome, Safari, Firefox (perdonatemi non uso Windows <img src='http://www.dnsee.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' />  ). Uno è meglio dell&#8217;altro su alcuni aspetti (adoro la barra unica di Chrome!), l&#8217;altro in altrettanti (l&#8217;elenco di lettura di Safari ad esempio). Ma non è che se domani sparisce l&#8217;uno o l&#8217;altro dalla mia vita cambia niente. &nbsp;Infatti i browser ormai sono talmente tutti veloci, stabili, etc.. che sono assolutamente fungibili l&#8217;uno con l&#8217;altro. La differenza la fa, come è giusto che sia, il contenuto all&#8217;interno della pagina.</div><p /><div>Allo stesso modo a me sembra che siamo arrivati ad un punto in cui Facebook è talmente completo, così come G+ è talmente ben fatto (copiando? beh, che male c&#8217;è!), che alla fine l&#8217;uno vale l&#8217;altro e la differenza allora la fanno i contenuti! In questo caso i contenuti sono gli <i>amici</i>. Ed in questo caso, secondo me su G+ trovo semplicmente un sottoinsieme dei contenuti che già sono su Facebook (perché in tanti si sono iscritti a G+), ma quanti hanno abbandonato Facebook o Twitter e non, invece, hanno semplicmente duplicato i post? Sarebbe una bella domanda da porre agli amici di Google.</div><p /><div><i>A maggio il mondo è bello e invitante di colori</i>&nbsp;dice una&nbsp;<a href="http://itunes.apple.com/it/album/serenata-rap/id14975908?i=14975916">famosissima canzone</a>&nbsp;di Jovanotti ed effettivamente mi sembra un perfetto modo per descrivere il mercato dei Social Media oggi: ci sono paesi dove Facebook è tutt&#8217;altro che diffuso [<a href="http://www.loveinfographics.com/wp-content/uploads/2012/01/Social-Media-Map-Infographic2.jpg">mappa 1</a>] [<a href="http://vincos.it/wp-content/uploads/2011/12/WMSN1211-860.png">mappa 2</a>], anche se la quota di penetrazione cresce più velocemente di altri e quindi c&#8217;è spazio per investire.&nbsp;</div><p /><div>Ed è forse là che, se mai ci sarà, vedremo un futuro di per Google.&nbsp;</div><p /><div>In bocca al lupo allora a G+!</div>
	
</p>

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		<title>Il nuovo &quot;eni nel mondo&quot;.</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Mar 2012 15:42:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>misterlacosta.tumblr.com</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La nuova versione di eni nel mondo sfrutta la tecnologia di Google Earth, per il desktop, e Google Maps, per iPad, creando una nuova ed originale esperienza di navigazione. Tramite la navigazione sulle mappe, attraverso il sistema iconografico dei pus...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La nuova versione di <strong>eni nel mondo</strong> sfrutta la tecnologia di <em>Google Earth</em>, <br />per il desktop, e <em>Google Maps</em>, per iPad, creando una nuova ed originale esperienza di navigazione. Tramite la navigazione sulle mappe, attraverso il sistema iconografico dei pushpin, il visitatore consulta i contenuti geo-localizzati relativi alle attività di <strong>eni</strong>.<br /><br /> </p>
<p><img src="http://dl.dropbox.com/u/12746788/post/eninelmondo/01.png"/></p>
<p><img src="http://dl.dropbox.com/u/12746788/post/eninelmondo/02.png"/></p>
<p><img src="http://dl.dropbox.com/u/12746788/post/eninelmondo/03.png"/></p>
<p><img src="http://dl.dropbox.com/u/12746788/post/eninelmondo/04.png"/></p>
<p><img src="http://dl.dropbox.com/u/12746788/post/eninelmondo/05.png"/></p>
<p><img src="http://dl.dropbox.com/u/12746788/post/eninelmondo/06.png"/></p>
<p><em>art direction:</em> Emanuele Picone<br /><em>interface design:</em> Renato Medini, Emanuele Picone<br /><em>frontend development:</em> Marco Di Gennaro</p>
<p>Un ringraziamento all’IT di <em>Google Italia</em> </p>
<p><em><a href="http://www.eni.com/it_IT/eni-mondo/index.shtml" title="eni nel mondo" >Vai all’applicazione</a></em></p>]]></content:encoded>
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		<title>OSI days 2011 e il paradosso indiano</title>
		<link>http://www.dnsee.com/osi-days-2011-e-il-paradosso-indiano/</link>
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		<pubDate>Mon, 28 Nov 2011 18:40:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Lombardi</dc:creator>
				<category><![CDATA[2011]]></category>
		<category><![CDATA[India]]></category>
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		<description><![CDATA[Non era un luminoso pomeriggio d&#8217;agosto, come dicevano Elio e le Storie Tese, bensì un sabato, caldo, d&#8217;autunno: un numero imprecisato di ore, inflazionato dal fuso orario, e &#8221;improvvisamente&#8221; una domenica mattina mi sono ritrovato a Bengaluru [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- wp-jquery-lightbox, a WordPress plugin by ulfben --> <p>Non era un luminoso pomeriggio d&#8217;agosto, come dicevano Elio e le Storie Tese, bensì un sabato, caldo, d&#8217;autunno: un numero imprecisato di ore, inflazionato dal fuso orario, e &#8221;improvvisamente&#8221; una domenica mattina mi sono ritrovato a Bengaluru, semiaddormentato in un taxi malridotto e dai vetri scuri, diretto verso il Nimhans Convention Center, per gli <a href="http://2011.osidays.com/">Open Source India Days 2011</a>.<br />
<a href="http://www.alessandrolombardi.com/blog/wp-content/uploads/2011/11/osidays2011.png" rel="lightbox[2357]"><img class="size-medium wp-image-2368 aligncenter" title="OSI days 2011" src="http://www.alessandrolombardi.com/blog/wp-content/uploads/2011/11/osidays2011-300x199.png" alt="OSI days 2011" width="300" height="199" /></a><br />
Un impatto spiacevole con una città sporca e malmessa, un susseguirsi di detriti e traffico caotico che neppure un abitante di Roma può capire.<br />
Baracche e insegne, pubblicità invadenti del mondo delle telecomunicazioni e dell&#8217;informatica che, dopo gli inglesi, colonizza l&#8217;India.<br />
Un clima caldo ma piacevolmente mite, aria fresca e sole deciso, con tanta polvere e fumi inquinati.<br />
Per fortuna, <a href="http://www.alessandrolombardi.com/blog/hinducollageflashback.html" >come ho avuto modo di raccontare</a>, nei giorni successivi ho potuto conoscere il fascino più profondo dell&#8217;India.</p>
<p>Ma nei tre giorni di conferenza si tocca con mano l&#8217;orgoglio e l&#8217;ambizione indiana, nella loro &#8220;Silicon Valley&#8221;, per i progressi<br />
della loro industria informatica. Per essere la più grande conferenza dell&#8217;Asia sul tema <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Free_and_Open_Source_Software">FOSS</a>, è un po&#8217; deludente.<br />
Negli auditorium del Nimhans la cosa più evidente è che, a dispetto degli investimenti delle major IT, il livello di preparazione e di<br />
partecipazione debba essere alzato.<br />
Il livello dei talk non è sempre male, e le sponsorship sono quelle dei grandi nomi: Microsoft, Google, Yahoo!, tanto per citarne tre noti a chiunque.<br />
Tuttavia, agli OSI days non manca soltanto il giusto livello di partecipazione (erano attese tremila persone, con la sala più<br />
grande delle tre a disposizione, milleduecento posti a sedere, quasi sempre popolata da poche decine di persone), ma anche una maggiore attenzione ad identificare l&#8217;audience. Gli argomenti dell&#8217;open source, visti dal punto di vista prettamente tecnologico piuttosto che dal punto di vista più tipicamente business, si mescolano un po&#8217; confusi nelle varie track.<br />
Le track stesse non mi sono sembrate molto convincenti, si passava dalla track monotematica sul PHP (<a href="http://www.odino.org/394/osidays-2011-wrapup">quella per cui Alessandro Nadalin</a> è stato invitato nei suoi due speech) a quella generica sul web development. Passando per una database track, una sul FOSS e una sull&#8217;IT infrastructure.<br />
Per quanto abbia gradito i panel condotti da alcuni speaker dell&#8217;industria del software occidentale unitamente agli outsourcer<br />
indiani, e l&#8217;intervento in videoconferenza di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Zeev_Suraski">Zeev Suraski</a>, su resto ho visto più che altro un tentativo di improvvisare un corso di tecnologie open ai programmatori e studenti indiani. Come se l&#8217;intento principale fosse evangelizzare una forza lavoro mai abbastanza consapevole di ciò che le gira attorno, e un po&#8217; imbarazzata e poco coinvolta nei talk (con poche eccezioni, e la pessima lingua inglese parlata dagli indiani non facilita il networking).<br />
La tecnologia al momento è tutta rivolta al consumer finale, e quindi l&#8217;attenzione è tutta sulle major del web, ma perché coinvolgere solamente la comunità PHP? Non ho visto nessuna presenza rappresentativa dell&#8217;Apache Software Foundation, ad esempio. Peraltro mentre le tecnologie basate su PHP si stanno evolvendo, e ne sono personalmente contento e convinto della loro evoluzione, sembra che non ci sia abbastanza osmosi per permettere alle differenti parrocchie tecnologiche di parlarsi fra loro e recuperare tempo prezioso. Mi aspetto che questa consapevolezza sia presente negli speaker presenti a conferenze di questo tipo, mentre continuo a notare un bias eccessivo che porta a prediligere certe persone ogni approccio che è proprio del loro mondo, e quindi non solo del loro linguaggio preferito, ma di ogni cosa che è al momento lo stato dell&#8217;arte che loro conoscono.</p>
<p>Tanto per fare un esempio a me noto, non mi sembra che ci sia la giusta consapevolezza delle soluzioni e degli standard tecnologici propri del mondo Java, che nascono per esigenze proprie delle integrazioni B2B enterprise, e che sono spesso viste come sovraingegnerizzazioni nella comunità PHP. Lo sono, se ci si rapporta con soluzioni web di tipo diverso. Ma è innegabile che molte soluzioni proprie del mondo Java sono lì da almeno cinque o più anni, perché ci è voluto tanto per vederle transitare nel mondo dell&#8217;elefante blu?  La conferenza parlava di modelli di business sostenibili e basati sull&#8217;open source, e chi ne parla dovrebbe andare un po&#8217; oltre la solita scontata ideologia di base del software libero, valorizzato dalla comunità, come se per l&#8217;industria IT l&#8217;open source fosse meglio a prescindere. Per quanto sia da dieci anni un convinto sostenitore dell&#8217;open source, inizio a essere stanco della superficialità di questo approccio (e credo che approfondirò su questo blog l&#8217;argomento). Per fortuna alcune persone più illuminate, come <a href="http://2011.osidays.com/users/yehuda">Gil Yehuda</a> di Yahoo!, e non solo lui, hanno in parte affrontato.</p>
<p>Durante la visita che ci è stata offerta al dipartimento R&amp;D di Dell (in un&#8217;area industriale dominata dai palazzi delle major, tra cui<br />
spiccava il bellissimo complesso di Yahoo!) ho avuto modo di parlare con uno degli sponsor dell&#8217;organizzazione, dipendente Dell, e fargli notare questi aspetti. Peraltro, anche quella visita è incominciata con il tentativo da parte del nostro ospite di coinvolgere i dipendenti Dell da lui convocati in una presentazione sul modo in cui gli speaker dell&#8217;OSI days si rapportavano con il mondo Open Source: partendo dall&#8217;abc.</p>
<p>Ora, aggiungerei qualche considerazione forse più banale, ma al solito certe banalità non sono tali quando le si tocca direttamente con mano.</p>
<p>Il Nimhans è un grande complesso ospedaliero. Arrivandoci puoi passare accanto a posti in cui la gente vive per strada e campa come può.<br />
Strano ritrovarsi poco dopo a parlare di open source e sviluppo di tecnologie, quando a stento così tante persone sopravvivono e<br />
soddisfano i loro bisogni primari.<br />
L&#8217;India ha vissuto una rivoluzione industriale condotta con ben poca attenzione alla sostenibilità. Sembra siano arrivati direttamente alla rivoluzione informatica, e vogliono colmare in fretta il gap. Un terzo mondo che ha creato un&#8217;economia in crescita basandosi sulla propria forza lavoro, ma per fare outsourcing alle aziende di IT occidentali.</p>
<p>Non so dire se tutto questo è giusto o sbagliato: sicuramente vorrei che gli investimenti che il resto del mondo sta facendo sull&#8217;India (come sugli altri paesi del gruppetto <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/BRIC">BIRC</a>, a discapito della crisi finanziaria Europea), fossero usati per colmare il gap con uno sviluppo sostenibile, e non soltanto per permettere a quella parte di India informatizzata di raggiungere subito le comodità occidentali.<br />
Hanno la possibilità di apprendere direttamente dai nostri errori, e di contribuire a un &#8220;flat world&#8221; libero da barriere sfruttando la<br />
fiducia che le opportunità finanziarie stanno creando.<br />
Bengaluru è un cantiere aperto, le infrastrutture sono in costruzione (strade, metropolitana) e le pubblicità di nuovi appartamenti che invogliano al sogno di una casa si stanno moltiplicando. L&#8217;urbanizzazione è testimoniata dal fatto che Bengaluru stessa è una delle città con il tasso di crescita più alto del mondo.</p>
<p>Nessuna grande verità rivelata, ma non posso che essere curioso di sapere cosa sarà Bengaluru fra alcune decine d&#8217;anni, e come l&#8217;India avrà gestito queste enormi opportunità.</p>
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		<title>@sarofiorello reinventa al televisione partendo dalla cosa più tradizionale che c&#8217;è</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Nov 2011 09:21:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Denaro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ieri sera è andato in onda&#160;#ilpiùgrandespettacolodopoilweekendNon è facile pensare ad una televisione che finalmente si reinventa partendo dalle proprio sue tradizioni più antiche, lo show del sabato sera [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[        <p>
	Ieri sera è andato in onda&nbsp;<a href="http://twitter.com/#!/search/%23ilpiugrandespettacolodopoilweekend">#ilpiùgrandespettacolodopoilweekend</a><p /><div>Non è facile pensare ad una televisione che finalmente si reinventa partendo dalle proprio sue tradizioni più antiche, lo show del <i>sabato sera</i> (che poi ieri era lunedì, ma vabbè…). Invece Fiorello lo ha fatto molto bene!</div><p /><div>In pochi, dei milioni di telespettatori collegati, hanno potuto godere dello stream su twitter (assolutamente casereccio, ma bello anche per questo) di&nbsp;<a href="http://twitter.com/#!/FedericoTaddia">@federicotaddia</a>, uno degli autori dello show. Tra le chicche tutta&nbsp;<a href="http://twitter.com/#!/FedericoTaddia/media/grid">una serie di foto</a>&nbsp;dietro le quinte mandate in tempo reale: da Fiorello che si fa il calco al viso, a Borriello in <i>versione abbonato</i>. Ma anche commenti e curiosità.</div><p /><div>In se per se nulla di sconvolgente, soprattutto se paragonato ad uno showman straordinario, frizzante, coinvolgente e molto umile come è Fiorello, di gran lunga in migliore che abbiamo in questo periodo in Italia. Nulla di sconvolgente appunto, però è un inizio! E&#8217; un modo tutto nuovo di godere di uno spettacolo: sembrava veramente di essere in prima fila!</div><p /><div>Addirittura online suggerivano battute che poi Fiorello ha veramente fatto in diretta! (<i>Mazza non ci vedi una mazza</i>).</div><p /><div>Come dicevo, non è facile pensare ad una TV che si rinnova ed ad un ritrovato piacere di spendere sul divano di casa serate in famiglia. E la cosa più sorprendente è tutto questo accade a Rai 1, la TV della nonna per eccellenza!</div><p /><div>Tutti gridano da mesi, se non anni, alla carenza di qualità nel servizio pubblico, soprattutto per Rai 1; eppure ieri sera Fiorello (grazie anche a vertici Rai &nbsp;assolutamente presenti e partecipi) ha dimostrato che forse ci sono troppi preconcetti in tutti noi, sia da un lato (nel pubblico) che dall&#8217;altro (nella dirigenza). Dobbiamo dare risalto a quello che è stato fatto ieri, serve per aprirci la mente. Nel mio piccolo mi ci impegnerò anche io!&nbsp;</div><p /><div>Spero di cuore che questo esperimento sia portato avanti e sviluppato perché l&#8217;esperienza di creare veramente un contatto con il pubblico, aggiunge al piacere di guardare la tv un momento tutto nuovo e tutto da godere.&nbsp;Certo servono le persone: Fiorello è sincero, fa tutto questo perché si diverte, non per soldi. E non è poco! (Già dalle 9 di stamattina ha pubblicato un&nbsp;<a href="http://www.twitvid.com/JKQ2M">video con il giornalaio Cesare</a>&nbsp;per commentare la serata di ieri).&nbsp;Ma sono sicuro che ci sono tanti altri pronti a fare altrettanto.</div><p /><div>E come ha detto Cesare stamattina: <i>Ridi! Ridi nella vita! Nun sai che ti aspetta!</i></div><p /><div>P.S. la forza della rete è incredibile: ieri sera un utente si lamentava della presenza delle 500 gialle in scena perché sarebbero state pubblicità alla Fiat (bah… ndr)</div><p /><div>L&#8217;unica risposta che ha dato Fiorello appena finito lo show è stata proprio a lui, creando un piccolo scoop per chi, come me, lavora in comunicazione.&nbsp;&#8221;<i>Non sono testimonial fiat da tre anni! non ci siamo lasciati neanche in buoni rapporti….</i>&#8220;&nbsp;Beh, se non è sincerità questa&#8230;</div><p /><div>Non so in Fiat se e quanto saranno contenti, ma questo è la bellezza della genuinità della rete, soprattutto di Twitter.&nbsp;</div>
	
</p>

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</p>
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		<title>EuHackaton 2011</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Nov 2011 16:29:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>davidino</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Indigeni Digitali]]></category>
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		<description><![CDATA[Sensazioni pure ripercorse a posteriori dopo l'evento dell'euhackton. Una maratona di 24h a scrivere codice per sviluppare un'applicazione richiesta dal parlamento europeo.<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=davidfunaro.com&#38;blog=11656478&#38;post=361&#38;subd=davidfunaro&#38;ref=&#38;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-362" style="border-color:initial;border-style:initial;" title="eu hackaton" src="http://davidfunaro.files.wordpress.com/2011/11/logo20onecolor.png?w=400&#038;h=85" alt="eu hackaton" width="400" height="85" /></p>
<p>Sono le 6 di mattina, già 12h di fila che stai davanti a quello schermo. La stanchezza si fa sentire &#8230; e ormai già da più di qualche ora. I caffè non fanno praticamente più effetto e quando sei li li per chiederti chi te l&#8217;ha fatto fare, le carte in tavola cambiano: I componenti che i vari reparti del team stanno progettando cominciano a dialogare tra di loro. Ci siamo, &#8220;funziona&#8221;, beh ci vuole ancora qualche ritocco ma &#8220;funziona&#8221;.</p>
<p>Ecco, quello è stato il momento in cui le cose sono cambiate: la stanchezza è passata, l&#8217;adrenalina è entrata in circolo e tutto quello che prima sembrava opaco adesso non lo è più. Anzi è tutto molto chiaro come se aveste aggiustato la messa a fuoco del vostro obiettivo.<span id="more-361"></span></p>
<p><a title="www.euhackathon.eu" href="http://www.euhackathon.eu/" >L&#8217;Euhackaton</a> non comincia di certo in questo modo, anzi. A dire il vero comincia con una stretta di mano. La presentazione con il team. Non ci conosciamo, qualcuno a parte, siamo tutti nuovi l&#8217;un l&#8217;altro. Ci siamo sentiti molto spesso durante le ultime settimane per discutere del da farsi, ma parlare tramite skype e postarsi messaggi per mail non è proprio come lavorare insieme per 24h di fila.</p>
<p>Una cosa è certa: nessuno di noi si è messo in viaggio per vincere il premio. Abbiamo tutti partecipato solo ed esclusivamente per sfamare la nostra voglia di tecnologia e dare sfogo alla nostra passione, alla nostra necessità di metterci continuamente in gioco. Perché siamo tutti alla continua ricerca di quella sensazione che ti sà appagare più di qualsiasi altra cosa: il momento in cui quel qualcosa che tanto ti ha fatto penare per essere messo in piedi comincia a prendere forma e quindi a funzionare!</p>
<p>In quel momento ti senti appagato, soddisfatto, hai quel qualcosa in più che ti permette di andare avanti in quello che stai facendo e soprattutto, ti ricordi della prima volta che hai provato quella sensazione, quando hai capito che sarebbe stata la tua droga.</p>
<p>E man mano che vai avanti scopri i tuoi colleghi che prima erano solo dei nomi, poi dei volti, subito dopo diventare qualcuno di cui ti fidi e che stimi. Perché sono lì, lavorano (nonostante il sonno) e ci mettono la stessa passione che ci metti tu. E la conferma ce l&#8217;hai quando alla premiazione tutti insieme scopriamo che in realtà il premio era in denaro ed era anche una somma considerevole&#8230; Ma noi di certo non eravamo li per quello.</p>
<p>Ci siamo classificati <a title="http://www.euhackathon.eu/gtttools/" href="http://www.euhackathon.eu/gtttools/" >terzi</a> &#8230; ed io in realtà non dovevo neanche partecipare, ma questa è un&#8217;altra storia.</p>
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		<title>#trony bene o male: basta che se ne parli</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Oct 2011 08:59:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Denaro</dc:creator>
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        <p>
	Roma, ed in particolare la&nbsp;<a href="http://www.dnsee.com">Dnsee</a>&nbsp;ieri ha risentito parecchio del fenomeno Trony.<p /><div>Non posso esimermi da fare una serie di considerazioni (personali e non). Siccome il post è lungo lo dico subito: credo che questa sia una delle migliori inaugurazioni mai fatte in Italia.</div><p /><div>Calcoliamo un momento il costo di questo lancio (affissioni e radio a parte): se non ricordo male 9.000 scontrini. Se diciamo che ogni acquirente ha usufruito di almeno 100 euro di sconto, diciamo circa 900.000 di mancato guadagno. Non si tratta di 900k di costo infatti, considerato che almeno la metà sarà stata la loro quota di profitto sui pezzi venduti.&nbsp;Quindi ipotizziamo che sia costata 500k.&nbsp;</div><p /><div>Cosa avrebbero ottenuto con una campagna di 500k su scala locale? Probabilmente molto meno; sicuramente molto molto molto meno a livello nazionale, direi nulla. Quindi ritorno sull&#8217;investimento: eccezionale!</div><p /><div>Certo qualcuno potrebbe obiettare che il brand Trony ne è uscito male. Forse si. Ma per capirlo meglio parlerei di colpe e problemi reali da un lato e di percezione dall&#8217;altro.</div><p /><div>&nbsp;<div class='p_embed p_image_embed'>
<a href="http://getfile0.posterous.com/getfile/files.posterous.com/edless/NEQ6YRGbc37DcXaE9GsVxODUBdz82EpbvHfw7ACLv6YheTO8GTTm3zLpK8G5/PastedGraphic-1.png"><img alt="Pastedgraphic-1" height="262" src="http://getfile1.posterous.com/getfile/files.posterous.com/edless/rWuCI0cDzhOUWs3RexgkWHadHaJ5gbvhp2nEHbm6epHMDcG5IOkHosA2CQMT/PastedGraphic-1.png.scaled.500.jpg" width="500" /></a>
</div>
</div><p /><div>Iniziamo con la percezione. Il messaggio che è arrivato è: <i>Trony fa degli sconti talmente eccezionali che la gente fa a botte pur di entrare</i>. Attenzione: se è vero che per i residenti si è sviluppato una sorta di odio per Trony, è pur vero che parliamo di uno <i>store</i>, non di un <i>prodotto</i>.&nbsp;</div><p /><div>Ricordo di aver venduto la Smart per il pessimo servizio di assistenza dei primi anni 2000; se ricevo un cattivo servizio legato da un prodotto, cambio prodotto perché nella mia scala di valore ritengo di poter spendere meglio i miei soldi. Ma Trony, nell&#8217;acquisto di un iPhone, piuttosto che di un Samsung, è semplicemente un mezzo: compro l&#8217;iphone, non Trony. Trony è quindi <i>fungibile</i> con qualsiasi altro store. (Diverso sarebbe con il commercio elettronico, ma questa oltre ad essere un&#8217;altra storia è un altro&nbsp;<a href="http://www.andreadenaro.com/clausole-e-controclausole-perche-comprare-da">post</a>).&nbsp;Pertanto simpatici o antipatici che siano, sono sicuro che anche quelli che oggi sono più &#8220;incazzati&#8221; faranno una visita in quel punto vendita durante le feste. Me compreso <img src='http://www.dnsee.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> .</div><p /><div>Non solo questo messaggio (<i>trony = prezzi imbattibili</i>) è arrivato ai romani, ma grazie ai disordini di ieri, lo hanno recepito in tutta Italia! Ieri parlavo con i miei colleghi a Milano, con i tassisti, con alcuni clienti… Tutti mi chiedevano di Trony! Anche Google Trends conferma che negli ultimi due giorni le ricerche connesse a Trony sono ovviamente schizzate alle stelle, così come più di 300 notizie da tutti i principali quotidiani hanno invaso la rete! #Trony era trend topic su Twitter e andava per la maggiore sui post di FB, mentre alcuni tra le decine e decine di video su youtube hanno raggiunto oltre 20mila visualizzazione in 24 ore.</div><p /><div>Insomma, un vero successo!&nbsp;</div><p /><div>Piccola nota da residente: effettivamente anche se la percezione delle persone è che Trony sia colpevole di disordini e disservizi, la verità è che la colpa più grande ce la ha l&#8217;amministrazione comunale: sapevano che avrebbe aperto un enorme megastore (hanno lavorato anche loro nei mesi scorsi per trovare una soluzione ad una struttura, il mercato, in crisi economica) e sapevano bene che questa area è da anni lasciata allo sbando più totale. Non mi va di entrare in tristi polemiche, ma vi garantisco che convivere con orde di ubriachi che tutte le sere bloccano la circolazione non è piacevole!</div><p /><div>Lasciatemi chiudere ricordando un fatto. Siamo in Argentina, è il 2001, il paese è prossimo (o appena andato, non ricordo) in default. Girando per la città ricordo una cosa che mi colpì veramente: è vero che&nbsp;<a href="http://news.bbc.co.uk/hi/spanish/latin_america/newsid_1720000/1720415.stm">assaltavano i supermercati&nbsp;</a>, ma per rubare tutto tranne che i beni di prima necessità! Vino, stereo, carta igienica, ma non da bistecche e pacchi di pasta.</div><p /><div><div class='p_embed p_image_embed'>
<a href="http://getfile6.posterous.com/getfile/files.posterous.com/edless/x0IP7p80jIsf66ucXS7FfY6SJ8X0tGiRh335jIj1dclUX0m15tieXJS2ZE9A/495785c44c0fb.jpg"><img alt="495785c44c0fb" height="250" src="http://getfile7.posterous.com/getfile/files.posterous.com/edless/CsHDSg4v3qYSqAOq1DFT5kk7Jbf3CpOd92hlmFHi2TsjsQalGIe1sztN4GAM/495785c44c0fb.jpg.scaled.500.jpg" width="500" /></a>
</div>
</div><p /><div>Questa è la degenerazione della nostra società: la gente che era (ed é ancora!) in fila da Trony sono mediamente nella fascia più bassa della popolazione, eppure l&#8217;idea di comprare un iphone 4 o un televisione con 100 euro di sconto, li porta a prendersi a pugni e fare 8 ore di fila! Poi magari non mangiano a cena o mangiano roba da ultimo discount, però ora possono telefonare con l&#8217;iphone&#8230;&nbsp;</div>
	
</p>

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		<title>L&#8217;ultimo regalo di Steve Jobs</title>
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		<pubDate>Fri, 07 Oct 2011 13:21:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Denaro</dc:creator>
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	Il consumismo sfrenato nel quale viviamo ci porta a puntare i riflettori su iphone, ipad, numeri e record.&#160;Ma ci sono tanti altri aspetti che dovrebbero farci riflettere.&#160;Alla fine abbiamo scoperto di essere tutti Apple-maniaci:&#038;n...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>Il consumismo sfrenato nel quale viviamo ci porta a puntare i riflettori su iphone, ipad, numeri e record.&nbsp;</div><p /><div>Ma ci sono tanti altri aspetti che dovrebbero farci riflettere.&nbsp;</div><p /><div>Alla fine abbiamo scoperto di essere tutti <i>Apple-maniaci:</i>&nbsp;i principali quotidiani di tutto il mondo hanno scritto pagine e pagine sulla la morte di Jobs. Se ci chiedessimo cosa sarebbe successo se Leonardo fosse nato, vissuto e morto a cavallo di questi tempi, questa sarebbe la risposta.&nbsp;</div><p /><div>Perché in fondo, al di là di tutti i proclami, Jobs è stato veramente il Leonardo dei tempi moderni, unico a saper trasformare la logica in arte.</div><p /><div>Tutti hanno in mente Jobs per la Apple e la Apple per l&#8217;iPhone ed iPad. Ma queste, per quanto incredibili sono solo due espressioni del suo genio. Tanti parlano del marketing, nessuno parla del valore più importante della azienda di Cupertino: è stata la prima azienda a porre, veramente, l&#8217;utente al centro. Il successo planetario di Apple, che ha richiesto peraltro anni ed anni di fatica per essere conquistato, non è stato un bel logo o un bel telefono, ma stato fare cose che&nbsp;<a href="http://www.andreadenaro.com/la-coerenza-del-design-delliphone-4-ux">emozionassero</a>&nbsp;l&#8217;utente quando le usava.</div><p /><div>Mi dispiace signori miei,&nbsp;ma questa&nbsp;è arte!</div><p /><div>E la stessa arte è riuscita a metterla nel cinema, con Pixar (avete presente Toy Story, Monster &amp; Co., Cars, gli Incredibili e tanti altri successi). Jobs è stato il Disney di fine secolo (e non a caso di Disney era diventato uno dei primi azionisti). &nbsp;Un arte coerente fino in fondo, che non ha portato solo successi, ma tanta tanta fatica e svariati fiaschi. Ed alla&nbsp;fine, proprio grazie &nbsp;alla sua inattaccabile coerenza, ha pagato.</div><p /><div>Tuttavia quello che più mi ha colpito è l&#8217;aspetto umano di tutta questa storia.&nbsp;</div><p /><div>Rileggendo passo dopo passo i momenti salienti della sua vita &nbsp;trovo che il rapporto con la morte sia decisamente la cosa più intensa: lo ha cambiato sensibilmente, sviluppato ulteriormente il genio che è in lui.&nbsp;</div><p /><div>Attenzione non mi riferisco solo all&#8217;aspetto umano (peraltro assolutamente nascosto dietro a miti, mezze verità e verosimili leggende) ma anche agli aspetti lavorativi. Guardando gli ultimi 6 anni di Apple, per intenderci quelli &#8220;tumorali&#8221;, è facile accorgersi degli effetti che questa notizia ha avuto su di lui. &nbsp;</div><p /><div>Ed alla fine di tutto quello che mi fa riflettere è che nemmeno lui, il grande genio Re Mida, l&#8217;uomo che ha letteralmente&nbsp;<i>rivoluzionato</i>&nbsp;tutto quello su cui ha messo mano, nonché una delle più facoltose persone del mondo… Nemmeno è riuscito a battere la &#8220;Malattia&#8221;.&nbsp;</div><p /><div>Davanti ad essa Steve è tornato umano: piccolo ed impotente davanti al Destino, proprio come ognuno di noi.&nbsp;</div><p /><div>E quindi più che sul valore della comunicazione, del design, del management e dell&#8217;impresa, credo che la storia di Steve Jobs ci debba aiutare a riflettere sul valore della vita.&nbsp;</div><p /><div>E&#8217; questo, forse, il suo ultimo regalo.&nbsp;</div>


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		<title>Telepass per iPhone, altro successo @dnsee</title>
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		<pubDate>Thu, 06 Oct 2011 21:27:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Denaro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[        
	 	 	 Ancora 5 stelle ( o quasi :-D) per un&#39;app pensata e progettata da Dnsee!          Telepass Telepass Categoria: Utility Aggiornato: 10/08/2011          405 valutazioni          
	


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			<content:encoded><![CDATA[<p style="font: 17px Helvetica,Arial,sans-serif;">Ancora 5 stelle ( o quasi <img src='http://www.dnsee.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':-D' class='wp-smiley' /> ) per un&#39;app pensata e progettata da Dnsee!</p> <table border="0"> <tr> <td style="padding-right: 10px; vertical-align: top;"> <a href="http://itunes.apple.com/it/app/telepass/id454224356?mt=8&amp;ls=1"> <img src="http://a1858.phobos.apple.com/us/r1000/069/Purple/04/fa/6f/mzm.xoxvusvv.170x170-75.jpg" border="0" height="170" alt="Cover Art" style="" /> </a> </td> <td style="vertical-align: top;"> <a href="http://itunes.apple.com/it/app/telepass/id454224356?mt=8&amp;ls=1" style="color: black; text-decoration: none;"> <h1 style="">Telepass</h1> </a><p style="font: 14px Helvetica,Arial,sans-serif; margin: 0 0 2px;">Telepass</p> <p style="font: 14px Helvetica,Arial,sans-serif; margin: 0 0 2px;">Categoria: Utility</p> <p style="font: 14px Helvetica,Arial,sans-serif; margin: 0 0 2px;">Aggiornato: 10/08/2011</p>  <ul style=""> <li style=""><img src="http://ax.phobos.apple.com.edgesuite.net/email/images_shared/rating-star.png" /></li> <li style=""><img src="http://ax.phobos.apple.com.edgesuite.net/email/images_shared/rating-star.png" /></li> <li style=""><img src="http://ax.phobos.apple.com.edgesuite.net/email/images_shared/rating-star.png" /></li> <li style=""><img src="http://ax.phobos.apple.com.edgesuite.net/email/images_shared/rating-star.png" /></li> <li style=""><img src="http://ax.phobos.apple.com.edgesuite.net/email/images_shared/rating-star-half.png" /></li> </ul> <span style="display: inline-block; font: bold 11px Helvetica,Arial,sans-serif; color: #4f5459;"> 405 valutazioni</span> <p style="font: 14px Helvetica,Arial,sans-serif; margin: 0;"> <a href="http://itunes.apple.com/it/app/telepass/id454224356?mt=8&amp;ls=1"><img src="http://ax.phobos.apple.com.edgesuite.net/it_it/email/images_shared/view_item_button.png" /></a>       </p></td></tr></table> 
	


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</p>
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		<title>Italian Agile Day, Roma fu.</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Jul 2011 22:38:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Nadalin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[pulse]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://nerdiario.it/italian-agile-day-roma-fu</guid>
		<description><![CDATA[        
	Tanto per ricordare un evento che, itinerante nel Bel Paese, quest'anno fa tappa a Roma, a Novembre la Capitale accogliera' l'Italian Agile Day, una giornata dedicata a talk e workshop sulle metodologie leggere/agili.




Io saro' in Indi...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tanto per ricordare un evento che, itinerante nel Bel Paese, quest&#8217;anno fa tappa a Roma, a Novembre la Capitale accogliera&#8217; l&#8217;<a href="http://www.agileday.it/front/">Italian Agile Day</a>, una giornata dedicata a talk e workshop sulle metodologie leggere/agili.</p>
<p><div class='p_embed p_image_embed'>
<img alt="Iad468" height="60" src="http://posterous.com/getfile/files.posterous.com/temp-2011-07-28/xHahvDyqffdsCFzcwpEzErEyegwDelGwDwqwcEtpGDobbgrtEuEmosryzbAj/IAD468.gif.scaled500.gif" width="468" />
</div>
</p>
<p>Io saro&#8217; in <a href="http://nerdiario.it/dnseendia">India</a>, tu non hai proprio scuse! <img src='http://www.dnsee.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
	


<p><a href="http://nerdiario.it/italian-agile-day-roma-fu">Permalink</a> 

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</p>
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		<title>Think different</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Jul 2011 05:44:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Hyper Natural Objects, Inc.</dc:creator>
				<category><![CDATA[pulse]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://hypernaturalobjects.com/post-pc-e-sistemi-operativi-contemporanei</guid>
		<description><![CDATA[
        
	&#8220;Here&#8217;s to the crazy ones. The misfits. The rebels. The troublemakers. The round pegs in the square holes. The ones who see things differently. . . . While some may see them as the crazy ones, we see genius. Because the people w...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[
        <p>
	</p><p style="text-align: center;"><em><span style="color: #333333; font-family: georgia, times new roman, times, serif; line-height: 21px;">&ldquo;Here&rsquo;s to the crazy ones. The misfits. The rebels. The troublemakers. The round pegs in the square holes. The ones who see things differently. . . . While some may see them as the crazy ones, we see genius. Because the people who are crazy enough to think they can change the world are the ones who do.&rdquo;</span></em></p>
<p style="text-align: center;"><em><span style="color: #333333; font-family: georgia, times new roman, times, serif; line-height: 21px;">Think different</span></em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Vorrei non dimenticarlo mai&#8230;</p>
	


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